Manifestazioni 2007
a San Secondo


   
 


Il totem di Piazza della Rocca

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Manifestazioni in dettaglio

 

ARTE E SUGGESTIONI IN ROCCA

... e degustazionii

 

sabato 27 gennaio

sabato 24 febbraio

sabato 31 marzo

sabato 28 aprile

sabato 26 maggio

sabato 30 giugno

sabato 25 agosto

sabato 29 settembre

sabato 27 ottobre

sabato 24 novembre

 

COMUNICATO STAMPA 

 



17 e 18 FEBBRAIO a TRECASALI
Il Fiocchetto della Merla

 

25 MARZO a SAN SECONDO PARMENSE
 Il Nome della Spalla


"dal Fiore al Frutto"

L'esposizione-installazione dal titolo "dal Fiore al Frutto" è il prosieguo della mostra tenutasi lo scorso anno nella galleria S. Ludovico del Comune di Parma, il cui contenuto consisteva nel porre in relazione il linguaggio filosofico con quello delle immagini. Queste ultime opere riprendono la frase poetica "Parole come fiori", essa aveva aperto e sollecitato la riflessione e il conseguente dispiegarsi di vari problemi intorno al linguaggio. Essi vengono ripresi e approfonditi riguardo ai rapporti che intercorrono fra parole, cose, linguaggio e temporalità (=divenire).
Affrontare tali problematiche non sarebbe stato possibile senza rivolgersi non soltanto ai primi pensatori Greci da Parmenide ad Aristotele ma interpellando anche quelli contemporanei ossia da Heidegger fino a Severino.
Le introduzioni qui riportate ai `temi' che trapelano dalle opere sono strettamente collegati l'uno all'altro, ma sono presentati separate in modo da favorire forse la fruizione, orientare la visione e suscitare come ci si augura, la conversazione e la discussione.

Gli alberi-caos e gli alberi epistemici.
L'irruzione dell'inatteso e dell'inaudito, della novità imprevedibile, minaccia ogni cosa. Ciò comporta la ricerca, di un rimedio, di un riparo.
Riparo simbolico e qui l'albero-caos mostra le radici serpentine (il serpente nel racconto biblico) intrecciate come serpi (le serpi-capelli della Gorgona). Gli alberi-caos sono i primi tentativi della volontà di salvarsi dal divenire minaccioso del mondo.

"Epì-stèma significa l'ornamento della prua della nave che si impone sull'ostilità dei flutti".

Insieme agli alberi-caos si ergono gli alberi epistèmici. Contornato da questi, posto al centro di essi vi è simboleggiato l'arco o il ponte, o meglio l'onda del divenire (= il tempo). Gli alberi epistemici sono gli immutabili, e gli eterni che l'occidente ha, evocato ed eretto sopra le cose per salvarsi dal divenire. Essi sono stati, come indica E. Severino: il Dio greco cristiano, il Dio dell'immanentismo moderno, l'ordine e il diritto naturali, il, Bene e il Bello naturali di cui è specchio l'opera d'arte, l'anima immortale ecc. L'epistème è in sintesi il sapere e il pensiero metafisico-teologico.

L'albero epistemico si erge stabile, come una sorta di edificio, un'architettura, esso affonda le radici nella terra del passato, ed è affidabile solo se resta al proprio posto, cioè se resta in piedi eretto senza cadere.
"Verum, ver" è ciò che sta saldamente diritto, domina e signoreggia l'uomo e le cose. Esso è volontà di potenza, "comando", e il comando implica l'"essere al disopra". Lo stare diritto è il significato più proprio di ciò che i greci sin dall'inizio chiamano epìstème - che indica la stabilita', il riparo e il rimedio contro l’"angosciato stupore".
Nella storia dell'occidente la conoscenza che si è assunta il compito di mostrare la verità è stata la filosofia, cioè la «scienza» intesa non in senso moderno ma come epìstème, ossia come conoscenza (vedi l'albero della conoscenza del bene e dei male). Ossia il frutto il cui contenuto riesce a stare, imponendosi, fermo su tutto ciò che vorrebbe smuoverlo e metterlo in questione per questo suo stare è verità". Ma ormai la filosofia è morta (l'albero è rinsecchito non splende della luce della verità).
Si è detto dell'arco del divenire o di quell’immagine che lo rappresenta, che vuole rappresentarlo. Esso è la convinzione che (nell'occidente) la vita, le cose escano dal niente, sostino nell'essere e ritornino nel niente. L'essere è tempo.
Sopra l'arco-divenire o flutto marino, arco liquido; "Qui sull'arida schiena" non cresce la ginestra leopardiana ma il narciso, il fiore-specchio, il fioreparola elle rispecchia la cosa e il tutto; ma qui, oscillante nel divenire, indugiando nell'esistenza, la parola-fiore, che rispecchia la cosa, in cui la cosa si rispecchia, scivola appassendo verso il nulla-vi ritorna.

La struttura piramidale accenna, allude, da una parte al `triangolo semiotico', dall'altra alla concezione platonica che nel vertice della piramide vede il luogo in cui risiede il Modello, l'idea la forma (eidos, idea) a cui le cose protendono (Simulacro-copia-idea).
Qui la piramide a base triangolare, oltre che rimandare ad altre simbologie e saperi, mostra con i- suoi intrecci la sua rete lucente, la struttura linguistica, il linguaggio che circonda le cose e il mondo avvolgendolo di significati di senso; di immagini. (Sulla vertigine del cambiamento e della novità viene costruita una rete che consente di dominare 1'irruzione degli eventi -- La rete è ferma contiene e immobilizza l'irruzione dell'imprevisto).

"Il linguaggio è lo specchio del mondo. Ma il mondo non è se non nello specchio del linguaggio". All'interno della piramide-linguaggio che avvolge, è posto un piedistallo, esso è il segno, la parola ossia l'immagine della cosa. La cosa si rispecchia nell'immagine essa è l'immagine; è ridotta a immagine. La riflessione è duplice.
"Parlare è la volontà di isolare, mettere in risalto, dare spicco a qualcosa per farlo diventare altro". L'espressione "parole come fiori" (Worte wie Blumen) proviene da Hölderlin. Nell'elegia pane e vino, Heidegger la riprende nel saggio "l'essenza del linguaggio" del 1957-58, poi incluso nel volume "In cammino verso il linguaggio". Il linguaggio dice Heidegger è il fiore della bocca. In esso fiorisce la terra di rimando alla fioritura del cielo. Allude al carattere originario del `Dire' poetico e dunque all'essenza nascosta del linguaggio.
Ma le parole come fiori sono intese nell'ambito della persuasione dell'esistenza distruttiva, del divenire, da un lato come il loro sbocciare, come un porgere e insieme un ritrarsi, dall'altro, un tale mostrarsi contiene un sé già il processo del consumarsi, modificarsi, un diventare altro.
Il frutto è il processo che ad esempio Hegel mostra essere la vita nel corso della quale le opposizioni si risolvono in unità a livello più elevato. Dal fiore viene il frutto e questo presuppone la morte del fiore. Il frutto è quindi il risultato della persuasione dell'esistenza del divenire e del suo dominio. La volontà conoscitiva vuole che qualcosa, le cose giungano, modificandole manipolandole, imponendo loro l'isolamento, a maturare, ossia che un progetto un'idea, un senso si realizzi, e che attraverso il tempo, una processualità giunga a maturare il frutto che era il fiore-parola-cosa.

 

Fabrizio Sabini

Nato a Panna, dove vive, ha insegnato arte e storia dell'arte. Nel corso della sua attività artistica ha sviluppato interesse e ricerca sia per le tecniche pittoriche e plastiche che per quelle multimediali. Ha partecipato a numerose esposizioni collettive e personali. Fra le personali si annoverano esposizioni a: Genova, Parma, Milano, Saragoza, Sciacca, Colorno.
Le sue recenti opere in alluminio e smalti sono state presentate nel periodo marzo/aprile 2006 presso la galleria S. Ludovico di Parma suscitando un interesse della critica che le ha definite come "ermeneutica del visibile".
Tra le collettive recenti citiamo la partecipazione a Gualtieri "I giganti a palazzo", a Collecchio "Vediamoci all'inferno".
Numerose le sue partecipazioni a festival di poesia con installazioni, collaborazioni coi poeti Spatola, Vicinelli, Costa e realizzazioni video presentati in vari contesti a Parma, Bergamo, New York, Barcellona.
Ha installato un ambiente in onore del poeta Luciano Erba all'interno del Festival di filosofia di ModenaCarpi-Sassuolo avente come tema "la bellezza" (2002).

Parma via Bezzecca, 27 - tel 0521 258333



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Sabato 2 giugno 2007

Rubeo Convivio

cena a tema nell'ambito delle
RICORDANZE DI SAPORI
nei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza

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Fiera di luglio
manifestazioni e spettacoli
il primo finesettimana di luglio


 

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Sabato 20 ottobre 2007

Arrivano i Rossi!

cena a tema nell'ambito delle
RICORDANZE DI SAPORI
nei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza

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La Rocca Letteraria

Incontri con gli autori a San Secondo Parmense / 1



Venerdì 9 novembre 2007, ore 21
Galleria di Esopo


Angelo pazzo e altri racconti
(ExCogita Editore)
di Laura Rainieri


Ne parlano con l’autrice
Egidio Bandini, Paolo Panni, Arnaldo Scaramuzza
 

“(...) un libro perturbante, coinvolgente; al lettore capita di avvertire subito che lì si sta parlando di qualcosa che è anche profondamente e oscuramente suo. La Rainieri mette in scena un mondo spezzato, frantumato: ambienti, eventi, persone, sentimenti si presentano come schegge indipendenti le une dalle altre, frammenti di realtà che hanno perso il loro legame con l'insieme da cui pure provengono; (...) dietro una realtà durissima - nel suo essere dissociata - corre però un senso di commozione, come l'eco di una felicità perduta non dimenticata, come una speranza disarmata che, pur debolmente, sostiene che la vita potrebbe anche non essere così” (dalla nota di Rossana Roberti)

Laura Rainieri, nata nel 1943 a Fontanelle di San Secondo Parmense, risiede a Roma. Per un decennio si è interessata della produzione letteraria femminile presso la Casa Internazionale della Donna di Roma. Nella stessa città è consocia fondatrice della Associazione Culturale "Rosella Mancini'; collabora con l'Associazione e con la rivista Periferie nonché con la Biblioteca comunale "G. Rodari" per interventi culturali diretti alle scuole e al pubblico. In versi ha pubblicato: La nostra spada, la parola, 1997; Nessuno ha potuto sposarci, 2001; E serbi un sasso il nome, 2002. In prosa ha pubblicato i racconti: L'ultimo Guancho, 1998.

 

Coordinamento di Pier Luigi Poldi Allaj


con il patrocinio del  Comune di San Secondo Parmense




Domenica 2 dicembre 2007

La Giornata dei Balocchi

mostra-mercato natalizia


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La Rocca Letteraria

Incontri con gli autori a San Secondo Parmense / 2



Sabato 22 dicembre 2007, ore 17.15
Galleria di Esopo


Felicività
(Inedito)
di Elisa Bertuccioli


Ne parlano con l’autrice
Roberta Dallaturca, Paolo Panni, Arnaldo Scaramuzza
 

Il romanzo, ancora inedito, è stato presentato a vari concorsi letterari ottenendo pareri positivi e diverse proposte di pubblicazione.


Elisa Bertuccioli, nata neanche trent’anni fa a Pesaro, vive da tempo a San Secondo Parmense. Nel 2005 si è classificata al secondo posto in un concorso letteraio indetto dal quotidiano “La Repubblica” sul tema dei “Racconti di viaggio”. Nel 2006 si è laureata in Giurisprudenza a Bologna con la tesi in storia del diritto italiano “Pesaro tra i pontificati di Sisto IV e Giulio II. Dalla signoria all’inquadramento dello Stato Pontificio. Mene veneziane”. E’ autrice di articoli sulla rivista universitaria “Modè” ed ha collaborato con lo studio editoriale “Norma di Parma”. Di recente si è iscritta alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Parma.
 

AL TERMINE DELL’INCONTRO BRINDISI NATALIZIO E SCAMBIO DI AUGURI
 

Coordinamento di Pier Luigi Poldi Allaj


con il patrocinio del  Comune di San Secondo Parmense


ogni quinta domenica del mese

 


   


 

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